Storytelling prog. metal

L'entita'

Fin dall’alba dei tempi più remoti, gli esseri umani sono sempre stati ossessionati, perseguitati o terrorizzati da una cosa più di qualunque altra: il pensiero della morte. La morte è furtiva e imprevedibile. È il tunnel oscuro che sta alla fine della vita umana… la linea di confine che separa ciò che è noto dall’ignoto… il limite finale del nostro multiverso. Tuttavia, il pensiero della morte non è altro che un figliastro maligno generato da un’entità infinita e perpetua: il Tempo. Lungo il corso della storia, gli umani hanno cercato in tutti i modi di comprenderlo, studiarlo, misurarlo, superarlo o perfino fermarlo. Per quanto ci provino, nobili o plebei, benevoli o malfattori, credenti o atei, nessun uomo su questa terra è mai riuscito, né mai riuscirà, a sconfiggere il suo potere sconfinato. Il Tempo è il solo fattore che detta ogni cosa, controlla tutto, ma che dà anche un senso all’esistenza mortale.  

Sebbene non infinita né perpetua come lo è il Tempo, la nostra anima è ampia. Nel profondo di ognuno di noi, disperso da qualche parte nella vastità dell’anima umana, esiste un luogo speciale, un Eden segreto e recondito dove tutto può succedere. Nessuno sa esattamente dove si trovi questo posto e molte persone si rifiutano addirittura di credere nella sua esistenza. I bambini spesso capitano lì, a volte per puro caso, altre volte per loro volontà. Al contrario, gli adulti tendono a chiuderne ogni accesso, mentre i pochi che continuano a crederci anche in età adulta vengono spesso etichettati come “sognatori” o “folli”. Ma questo è il luogo in cui il più bello tra i meravigliosi doni che furono concessi primordialmente agli esseri umani può rivelarsi, diventando immaginazione… fantasia… arte. E questo è anche il luogo in cui, a volte, la collisione tra due differenti forme d’arte produce una scintilla: è proprio in quella minuscola scintilla che risiede una forza immensa, il cui potere è in grado, magari solo per un istante infinitesimo, di congelare la sabbia del Tempo all’interno della grande clessidra della vita.  

Frozen Sand è un’entità musicale onirica, generata dalla collisione tra l’arte della narrazione e il grande potere uditivo della musica sperimentale. Si compone di cinque narratori: cinque menti accostate quali pilastri differenti ma bilanciati che sorreggono un progetto sconfinato… un progetto la cui musica è senza spazio e le cui storie sono senza Tempo.


Come tutto e' cominciato

Inverno 2010. In una piccola cittadina di provincia situata ai piedi delle Alpi italiane, là dove i laghi riflettono opacamente le forme di quei borghi storici di cui ne sono costellati i versanti, tre studenti si stanno per ritrovare, come fanno sempre di sabato pomeriggio. Amicizia, entusiasmo e una profonda passione da condividere: la musica. Tia afferra la sua nuova chitarra fiammante, lanciando uno sguardo all’amico Tizi, come per voler creare una sincronia artistica. Nello stesso momento, la bacchetta nella mano destra di Simone colpisce per quattro volte consecutive il charleston. Non appena il colpo di rullante si allinea con un accordo distorto di DO minore, enigmaticità, mediazione e scetticismo si incontrano, fondendosi per la prima volta. Nella luce soffusa di quella taverna, ben arredata con oggetti antichi di ogni tipo, l’orologio a cucù che sta ribattendo le 4 del pomeriggio viene soffocato dalla forza della musica rock risonante nella stanza. Quello stesso pomeriggio, i tre amici sono in attesa di una visita: una voce solista per il loro nuovo progetto. Poco dopo le 17.00, il citofono di casa suona. Luca, una mente ambiziosa proveniente dalla disillusione dovuta al fallimento del suo progetto precedente, entra dalla porta del seminterrato con una singolare espressione sul volto; uno sguardo che in qualche modo cela curiosità, entusiasmo e il suo vero spirito… lo spirito di un sognatore.

Mentre l’acqua continua a scorrere attraverso quei laghi prealpini e la lancetta più corta dell’orologio a cucù gira attorno al quadrante centinaia di volte, passano i mesi. Un sogno zelante comincia a prendere una forma, concretizzandosi gradualmente in note… parole… emozioni. Fede, il fratello maggiore del batterista, è la primissima persona ad essere attratta e affascinata da quei minuscoli bagliori di emozioni. Con una passione sconfinata per la chitarra elettrica, per la scienza e per lo studio del suono, prende parte al sogno portando con sé qualcosa che i suoi quattro colleghi ancora non conoscevano fino a quel momento: la razionalità. Perfettamente bilanciato e diversificato, attraverso la vena artistica e le capacità tecniche di cinque giovani narratori, sorge così un progetto: Frozen Sand.

Guidati dall’amore per la musica, ad inizio 2011 gli sforzi dei narratori si materializzano in qualcosa: una demo, una prima storia grezza in cui la tematica dell’ambizione umana viaggia attraverso sonorità heavy metal e riff progressivi. Questo piccolo frammento di musica è ciò che conduce finalmente le cinque giovani menti sia nel cyberspazio che sul palco: bar, pub, live club, festival… a nord e a sud… ad est e ad ovest… quasi ovunque in quella remota regione dei laghi dispersa nelle profondità del nord Italia.
Dopo che le stagioni danzano per quattro volte consecutive, barattando colori, profumi e ricordi l’una con l’altra, il sogno va avanti. Maggio 2012, Omegna: all’interno delle pareti insonorizzate dell’FF Studio, un piccolo laboratorietto di registrazione situato nella tranquillità delle valli del nord, non lontano dal confine svizzero, i nastri analogici continuano a ruotare. Il signor Federico Ferlin sta per concludere il mastering di ciò che può essere considerato il primo vero lavoro dei Frozen Sand… Shelved Ambition: un EP da quattro tracce che fonde sonorità travolgenti, stili miscellanei e un racconto sulla doppia natura umana.

Un anno passa in un battere di ciglia. Sull’onda increspata dell’avventura delle loro vite, i cinque narratori esplorano, concerto dopo concerto, l’angusta, soffocata e satura scena del metal underground nel loro territorio, entrando in contatto con dozzine di gruppi musicali e facendo la conoscenza di persone straordinarie. Tra queste vi sono ovviamente musicisti… artisti… artigiani. Dave, the Auditory Artisan, un musicista che si sta specializzando in ingegneria del suono, si offre di disporre la sua arte in supporto della band per ogni eventuale progetto futuro.
Settembre 2013: le cinque giovani menti si ritrovano attorno a un tavolo in legno di quercia, nella stessa taverna dove tutto è cominciato appena tre anni prima. Un’idea bizzarra sta vagando sola, nell’abisso dell’immaginazione umana. È giunto il momento di creare qualcosa di grande… qualcosa di speciale… qualcosa che possa liberare il vero potenziale dei cinque narratori: una storia completa. Addentrandosi in svariati dettagli, la discussione prosegue tutto il pomeriggio. Luca ha portato con sé tutte le sue idee, precedentemente abbozzate su carta durante il periodo estivo. Tizi aggiunge dettagli peculiari a quei singolari frammenti di sogno. Tia si domanda se tutto ciò può funzionare. Conosce perfettamente quali siano le evidenti difficoltà e la laboriosità di un tale progetto. Un solo album non sarà sufficiente ad orchestrare tutte queste idee. Fede affronta l’argomento da un punto di vista razionale: ci vorranno anni… parecchi anni… ed esistono così tante insidie lungo il cammino in grado di far vacillare i grandi pilastri. Simone interviene mediando. Alla fine una svolta: il lavoro può essere fatto!

Ai giorni nostri: anno 2018. I cinque musicisti hanno finalmente ottenuto ciò che ambivano da così tanto Tempo. Giusto tre anni fa, nel maggio del 2014, usciva su YouTube il loro primo videoclip ufficiale del singolo Fracture. Tale video fu abilmente plasmato da Mario Zanetta: un caro amico, ed un partner affidabile. Qualche mese più tardi, dopo un’estate di duro lavoro, dedita alla scrittura di brani inediti, durante l’autunno viene realizzato Prelude: un EP che contiene il brano a tre capitoli, Chronicles of a Lifetime, e la traccia bonus Fracture. Tuttavia, a differenza degli EP precedentemente rilasciati, questo ha qualcosa di unico e speciale: si tratta del primo risultato concreto del nuovo progetto, l’anticipazione di una saga articolata, dal nome Fractals of Frozen Lifetimes. E c’è dell’altro: da Prelude EP in poi, la band fu affiancata dalla vena artistica di Stefano Invernizzi. Oggi, dopo aver intessuto per anni questo sogno, gli sforzi congiunti dei cinque narratori, insieme alle abilità artistiche degli artigiani, hanno finalmente dato i loro frutti. Il primo “full-length” dei Frozen Sand… Dieci personaggi… Un dramma… In un incredibile viaggio tra spazio e Tempo…

 Fractals: A Shadow out of Lights è ora disponibile al pubblico.


I Narratori

Clicca sulle immagini
The Dreamer
Vocals
luca

The Rational
Guitars
fede

The Enigmatic
Bass Guitar
tizi

The Skeptic
Guitars
tia

The Mediator
Drums
simo

Gli Artigiani

Clicca sulle immagini
Mario Zanetta
Graphics & Videos
mario
Stefano Invernizzi
Artworks
ste
Lucia Ceruti
Management & Booking
lu
Davide Penna
Mixing and Production
dave
frozen.sandband@gmail.com